Giornalmente.it

ingrandisci il testo rimpicciolisci il testo testo normale feed RSS Feed

Recensione: Gigolò per caso, il nuovo film di John Turturro con Woody allen

Personaggi che vivono in una New York filtrata da lenti autunnali con tonalità caramello, colonna sonora di jazz raffinato quasi continua, personaggi femminili determinanti e vari richiami ebrei. E’ un film di Woody Allen? No, Gigolò per caso è un lavoro di John Turturro qui attore,autore e regista.E Woody Allen in questa commedia, che sembra apparentemente esser cucita su di lui, ne è il protagonista e ufficioso co-sceneggiatore.

Trama: Murray (Allen) è un libraio che a causa della crisi economica è stato costretto a chiudere la sua attività. Un giorno, avendo scoperto che il suo medico (Sharon Stone) cerca di un uomo per un incontro a tre con un’ amica (Sofia Vergara), l’uomo chiede ad un serio e riservato tuttofare precario di origini italiane suo amico, Fioravante (Turturro), di proporsi alla dottoressa e di cominciare a fare il gigolò; Murray organizzerebbe gli incontri. L’amico, non senza esitazioni iniziali, inizia così la sua carriera da gigolò enigmatico, scoprendosi affascinante grazie ai suoi silenzi e alla sua capacità di ascoltare le clienti. Tutto filerà liscio fino a quando Fioravante si innamorerà di Avigal (Vanessa Paradis) una donna ebrea, vedova.

Con Gigolò per caso Turturro si allontana dall’amico Allen per la maniera in cui guarda all’universo femminile:le donne qui non sono schegge impazzite in preda a nevrosi, ma esseri misteriosi da comprendere, in particolare quando la rigidità religiosa ne limita la conoscenza.

Woody Allen non essendo regista qui è libero di recitare ma si avverte qualche imbarazzo in un ruolo che non gli appartiene del tutto (essendosi negli anni fuso con il suo tipico personaggio).

Ottimo Turturro che interpreta l’ enigmatico riservato gigolò che si imbatte in un lavoro paradossale per il suo carattere. Entrambi i personaggi così diversi dai loro “lavori” danno alla storia un tono ironico, educato e soft. Forse manca un po’ di verve ma è una pellicola gradevole che tratta con leggerezza da commedia argomenti interessanti, come la solitudine, la condizione della donna all’interno della religione ebraica, fino all’amore in età matura.

 

(c) Riproduzione Riservata.

 

 

Nessun Commento

Sia i commenti che i trackback sono disabilitati.


Vuoi essere il primo a lasciare un commento per questo articolo? Utilizza il modulo sotto..

Spiacente, i commenti sono chiusi.